Se ne fa un gran parlare. Le soft skills sono diventate un mantra negli argomenti di management. Sempre al centro di dibattiti e convegni, hanno acquisito una rilevanza significativa all’interno dei percorsi formativi dedicati ai manager delle imprese.

Prima di capire perché sono diventati così cruciali nella vita professionale e, nello specifico che importanza possono avere per chi opera in ambito finanziario, facciamo un po’ di chiarezza su cosa si intende con questo termine.
In italiano la traduzione che più si avvicina è “competenze trasversali”. Si intende, dunque, un insieme di abilità, non direttamente connesse alle specifiche conoscenze tecniche legate a una mansione, che riguardano le capacità di relazionarsi con la comunità aziendale, di gestire le emozioni e di affrontare situazioni complesse mostrando un approccio problem solving.
Alla base di tutto vi sono abilità trasversali, tra le quali l’intelligenza emotiva, la flessibilità, la capacità di comunicazione, l’attitudine al lavoro in squadra, l’efficace gestione del tempo, la risoluzione dei conflitti e la leadership.
È facilmente intuibile che possedere queste abilità risulta decisivo in contesti di mercato sempre più complessi che vedono le organizzazioni, e dunque le persone che le compongono, in costante adattamento. I manager, che hanno un ruolo guida nelle imprese non solo dal punto di vista operativo ma anche relazionale, devono così sviluppare questi talenti trasversali per permettere all’organizzazione la costruzione di un ambiente di lavoro sano, coeso e produttivo.
Gli esempi sono molteplici. Partiamo dalla capacità di sviluppare una comunicazione efficace. Questa abilità in un manager significa saper trasferire con chiarezza obiettivi, feedback e direttive. Il tutto si traduce in una migliore collaborazione, rendendo i processi più fluidi.
Le capacità di leadership sono essenziali, ad esempio, per motivare i dipendenti, bilanciando sapientemente fermezza ed empatia, creando così un ambiente positivo e riducendo il fenomeno del turnover del personale che è senza dubbio uno degli aspetti più critico che sta caratterizzando molte organizzazioni produttive e di servizi.
Il continuo cambiamento degli scenari di business e la costante pressione dell’innovazione tecnologica sono poi fenomeni che richiamano le abilità dei manager di essere sempre di più flessibili, pronti ad adattarsi all’incessante evoluzione dei perimetri e delle condizioni all’interno delle quale le aziende devono muoversi.
CFO, tesorieri, credit manager e controller hanno funzioni apicali nelle aziende e, dunque, non possono esimersi dallo sviluppare le “competenze trasversali”. Esistono tuttavia, dei motivi, che rendono l’esercizio delle soft skills nelle funzioni finanziarie, se possibile, ancora più rilevanti.
Partiamo dall’efficacia nella comunicazione. La complessità degli scenari finanziari, con le relative analisi e pianificazioni che si generano, vanno spesso comunicata anche a chi non ha conoscenze tecniche specialistiche. Consigli di amministrazione e stakeholder sono spesso privi delle tecnicalità necessarie per comprendere il linguaggio “criptico” della finanza. Ecco perché è fondamentale che i CFO e i loro team sviluppino l’abilità di modulare le loro comunicazioni, scritte e verbali, in funzione dell’audience di destinazione.
Le abilità relazionali sono un altro aspetto da curare con attenzione. Un CFO interagisce con una vasta gamma di stakeholder, dai dipendenti ai fornitori, passando per i clienti. La capacità di costruire relazioni solide e durature è fondamentale per il successo di qualsiasi iniziativa. Sempre in questa direzione, si innesta la capacità di negoziazione, in particolare con le banche, che è basilare per consolidare le performance dell’impresa.
E ancora. Problem solving e visione strategica. Anche queste due skills sono oggi essenziali per analizzare tempestivamente le situazioni, identificare le cause alla radice e trovare soluzioni creative e impostare pianificazioni strategie in grado di integrare breve, medio e lungo periodo.
In conclusione, si può certamente affermare che senza lo sviluppo di adeguate soft skills anche i manager tecnicamente meglio preparati hanno un’altissima probabilità di non essere in grado dio contribuire significativamente al raggiungimento degli obiettivi organizzativi.