Rendiconto finanziario: cos’è, obblighi OIC 10 e vantaggi per le imprese

Nel bilancio d’esercizio troviamo sempre due prospetti fondamentali: stato patrimoniale e conto economico. Da soli, però, non sono sufficienti a descrivere in modo completo la reale situazione dell’impresa. Un’azienda, infatti, può chiudere con un utile positivo ma trovarsi in difficoltà perché non dispone della liquidità necessaria per pagare fornitori e dipendenti. Al contrario, può registrare una perdita contabile e allo stesso tempo generare cassa grazie a operazioni finanziarie o a una gestione efficiente del capitale circolante.

Il documento che consente di leggere e interpretare queste dinamiche è il rendiconto finanziario, oggi parte integrante del bilancio ordinario e, soprattutto, strumento imprescindibile di gestione. Si tratta di un prospetto che mostra come si è modificata la posizione finanziaria netta dell’impresa in un determinato periodo, evidenziando l’origine e l’utilizzo delle risorse liquide. In pratica, rende visibili i flussi di cassa, ovvero le entrate e le uscite di denaro effettivamente registrate.

La sua funzione principale è quella di spiegare le variazioni delle disponibilità liquide (cassa, conti correnti bancari e postali, assegni, ecc.) tra l’inizio e la fine dell’esercizio.

Capire se e come l’azienda è in grado di generare cassa è cruciale non solo per adempiere agli obblighi di legge, ma anche per gestire con consapevolezza i flussi di denaro, prevenire crisi di liquidità e rafforzare la fiducia di banche e investitori.

D.Lgs. 139/2015 e OIC 10: regole per il rendiconto finanziario

Con il D.Lgs. 139/2015 è stato introdotto l’ art. 2425-ter del Codice Civile, che ha reso il rendiconto finanziario parte obbligatoria del bilancio per le società che redigono il bilancio ordinario. Sono invece escluse:

  • le imprese che possono presentare il bilancio abbreviato;
  • le microimprese (art. 2435-ter c.c.).

Il principio contabile di riferimento è l’ OIC 10, che ne disciplina la struttura e i criteri di redazione. Secondo lo schema stabilito, i flussi devono essere suddivisi in tre aree:

  1. Attività operative (o gestione caratteristica)
    • Incassi da vendite e prestazioni;
    • Pagamenti a fornitori e dipendenti;
    • Uscite per imposte sul reddito;
    • Entrate o uscite per interessi attivi e passivi.
  2. Attività di investimento
    • Acquisto o vendita di immobilizzazioni materiali e immateriali;
    • Investimenti in partecipazioni o strumenti finanziari.
  3. Attività di finanziamento
    • Aumenti di capitale o versamenti dei soci;
    • Accensione o rimborso di prestiti;
    • Pagamento di dividendi.

Questo schema consente di distinguere chiaramente la liquidità generata dalla gestione corrente da quella derivante da scelte straordinarie di investimento o dal ricorso al capitale di terzi, per capire se l’impresa genera cassa principalmente dal proprio business, oppure se dipende da finanziamenti esterni o da dismissioni di beni.

Non fermarti alla teoria.

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Come si redige il rendiconto finanziario: approcci a confronto

La normativa italiana consente di redigere il rendiconto finanziario seguendo due metodologie diverse: metodo diretto e metodo indiretto. Entrambi portano allo stesso risultato finale – spiegare le variazioni delle disponibilità liquide – ma con approcci diversi.

AspettoMetodo direttoMetodo indiretto
Approccio Elenca in modo analitico tutte le entrate e uscite di cassa della gestione operativa. Parte dall’utile (o perdita) d’esercizio e lo rettifica con poste non monetarie e variazioni del capitale circolante.
Dati richiesti Dettaglio puntuale dei movimenti di cassa (incassi da clienti, pagamenti a fornitori, stipendi, imposte, interessi). Dati contabili di bilancio (utile, ammortamenti, accantonamenti, variazioni crediti/debiti/rimanenze).
Vantaggi Trasparenza e tracciabilità dei dati; evidenzia subito i flussi reali di cassa. Più semplice da costruire con i dati disponibili; è lo standard più diffuso in Italia (OIC 10).
Svantaggi Complesso da applicare senza software di tesoreria; poco pratico per aziende grandi con molti movimenti. Meno “parlante” per manager non esperti; può sembrare distante dalla realtà operativa e non supporta analisi di maggior dettaglio degli andamenti.
Utilizzo pratico Utile per report gestionali interni o aziende con sistemi di cash management avanzati. Utilizzato nella maggior parte dei bilanci ordinari; preferito dagli organi di controllo.
Il valore gestionale del rendiconto finanziario

Oltre a essere un adempimento normativo, il rendiconto finanziario è uno strumento di grande valore gestionale.

Permette infatti:

  • Il controllo della gestione ordinaria: permette di capire se l’impresa è in grado di autofinanziarsi con la propria attività;
  • Il supporto alle decisioni di investimento: evidenzia se gli investimenti possono essere sostenuti con flussi generati internamente o se serve ricorrere a capitale esterno;
  • Il dialogo con banche e investitori: i finanziatori guardano con molta attenzione ai flussi di cassa, spesso più che all’utile contabile;
  • La prevenzione delle crisi: in ottica Codice della Crisi d’Impresa, il rendiconto è uno strumento fondamentale per rilevare squilibri finanziari e anticipare situazioni critiche;
  • La pianificazione: affiancando al rendiconto consuntivo un rendiconto previsionale, l’impresa può programmare entrate e uscite future e simulare l’impatto di scelte strategiche.

Per questo motivo, molte aziende non si limitano al rendiconto “a consuntivo” previsto in bilancio, ma costruiscono anche rendiconti previsionali, utili per la pianificazione finanziaria e per il dialogo con banche e investitori.

Il rendiconto previsionale permette di stimare entrate e uscite future sulla base di budget, scadenze di incasso e pagamento, piani di investimento e ipotesi di finanziamento.

Inoltre, consente di anticipare eventuali squilibri di liquidità, prepararsi per tempo a picchi di fabbisogno e valutare la sostenibilità di nuove iniziative. In questo modo, il rendiconto diventa non solo un obbligo contabile, ma un vero supporto alle decisioni di gestione e di crescita.

Conclusioni

Il rendiconto finanziario è un documento fondamentale perché completa i risultati economici e patrimoniali con analisi sulla liquidità e sugli andamenti finanziari. Per le imprese significa non solo rispettare la legge, ma anche avere a disposizione uno strumento per prevenire tensioni finanziarie, migliorare i rapporti con banche e stakeholder e pianificare con maggiore consapevolezza.

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