Tre punti chiave per il CFO “stratega data-driven”

La spaventosa crescita di dati e informazioni nelle quali siamo immersi non dà scampo. Secondo IDC, entro il 2025 il volume globale di dati raggiungerà i 175 zettabyte. Giusto per capirsi, si tratta di un triliardo di byte. Oltre a far tremare le vene ai polsi, la gestione di questa incommensurabile mole di dati è, naturalmente, anche un’opportunità.

Dal coglierla non sono esenti i CFO che dall’utilizzo intelligente dei dati, grazie alle tecnologie evolute oggi disponibili, possono effettivamente consentire alle loro organizzazioni di sviluppare strategie finanziarie efficaci poiché fondate su informazioni consolidate e aggiornate.

La capacità di analizzare e interpretare i dati in modo efficace è, dunque, essenziale affinché i CFO possano svolgere con titolarità il loro nuovo ruolo di partner dei board direzionali e, in particolare, dei CEO.

La radicale trasformazione che sta coinvolgendo i responsabili finanziari dell’azienda è un processo irreversibile che tenderà a consolidarsi in futuro, sia in ragione della crescente complessità che coinvolge lo scenario economico, sia per la rapidità con la quale le informazioni impattano sul mondo del business.

Per i CFO assumere la funzione di “stratega data-driven” significa acquisire competenze tecniche avanzate, ma anche skill rivolte all’innovazione e al cambiamento.

In particolare, sono tre gli ambiti che dovrebbero essere curati per assecondare questa profonda trasformazione della funzione finanziaria: tecnologico, organizzativo e culturale.

Dal punto di vista tecnologico è sempre più evidente che l’evoluzione informatica debba essere un tema sul quale i CFO devono essere costantemente allineati. In particolare, devono conoscere approfonditamente tutti gli strumenti digitali che oggi innervano i processi finanziari. Business Intelligence (BI) e Analytics, Machine Learning e Intelligenza Artificiale, Automazione dei Processi Robotici (RPA) e cloud computing rappresentano argomenti all’ordine del giorno per chi ha la responsabilità di gestire i flussi finanziari in azienda. Tutte queste tecnologie, peraltro, spesso si devono integrare con sistemi legacy presenti nell’organizzazione, creando un ulteriore step di complessità da governare.

Sotto il profilo organizzativo sono diversi i punti da tenere sotto stretta osservazione. In primo luogo, è fondamentale dotarsi delle professionalità adatte per sfruttare al meglio le potenzialità del digitale. Esperti di data mining, data scientist, esperi di sicurezza informatica. L’introduzione massiccia di queste figure nei team finanziari prevede profondi riassetti organizzativi. Affinché questi siano efficaci, è necessario lavorare parallelamente per ridurre le resistenze al cambiamento e per favorire un approccio orientato al pensiero critico e al problem solving.

Last but not least, il fattore culturale. Come sempre alla base dei successi di qualsiasi impresa c’è la capacità di creare una visione condivisa all’interno dell’organizzazione che funga da carburante per affrontare le sfide che si presentano di continuo nei mercati.

Questo oggi significa favorire la collaborazione interdisciplinare, in modo da analizzare i fatti sotto molteplici ottiche. Il tutto si traduce nel promuovere la trasparenza, per creare una circolazione di informazioni, e investire su una formazione continua, caposaldo per assicurare che tecnologie, innovazioni e dinamiche di business non siano più veloci della capacità dei team finanziari di intercettarle, analizzarle e coglierne le opportunità.