Europa: Innovazione e Competitiveness Compass

Qual è lo stato dell’innovazione in Europa? Il tema è stato al centro dell’intervento di Paolo Angelini, Vice Governatore della Banca d’Italia, che in occasione di un recente convegno ha tracciato uno scenario non particolarmente incoraggiante.

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Secondo Angelini, il nostro continente, storicamente all’avanguardia nel campo della ricerca, sta segnando il passo, in particolare rispetto a Stati Uniti e Cina. Questo “EU innovation gap”, come definito dallo stesso vice governatore, è in larga parte attribuibile al sistema di finanziamento che dovrebbe sostenere i progetti di ricerca, in particolare quelli  nei settori ad alta potenzialità di crescita come le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Un primo aspetto da considerare è che, nonostante le famiglie europee dimostrino una maggiore propensione al risparmio rispetto, per esempio, a quelle statunitensi, circa 300 miliardi di euro ogni anno vengono investiti al di fuori dell’UE. Questo suggerirebbe, dunque, una perdita di potenziale capitale interno per l’innovazione.

Un altro elemento decisamente significativo è rappresentato dal fatto che il sistema finanziario europeo è dominato dalle banche che, tipicamente, hanno una bassa propensione  a finanziare progetti innovativi e ad alto rischio, in particolare quelli fondati su attività intangibili (si legga sistemi e soluzioni software), difficili da utilizzare come garanzie per prestiti bancari.

Terzo nodo critico è la scarsa presenza, sempre rispetto agli USA, di fondi di Venture Capital che sostengono tipicamente aziende innovative ad alto rischio. In questa direzione, nell’intervento di Angelini, si sottolinea come l’esperienza internazionale mostra che gli investimenti pubblici siano essenziali per lo sviluppo iniziale del mercato del Venture Capital.

Di fronte a questo scenario, sono state innescate alcune iniziative europee per ridurre il gap di innovazione e aumentare la competitività dell’UE. Tra queste la più importante è il piano europeo “Competitiveness Compass“, recentemente annunciato dalla Commissione Europea. Questa iniziativa è stata declinata in tre aree strategiche principali e in cinque fattori trasversali, definiti come “abilitanti orizzontali”.

La prima area strategica, che si focalizza sul superare il gap in innovazione rispetto a Stati Uniti e Cina, prevede un  incremento degli investimenti in settori ad alto potenziale come le tecnologie digitali, il bio-tech, il clean-tech, l’intelligenza artificiale e le tecnologie spaziali. Viene previsto , inoltre, il potenziamento del mercato interno dei brevetti e dell’innovazione attraverso la creazione di un regime europeo dedicato (il cosiddetto “28° regime”).

Il secondo topic si lega al percorso di decarbonizzazione prevista in altri capitoli delle politiche europee. In questo caso questo comparto diviene una leva per promuovere  tecnologie strategiche e innovative legate alla sostenibilità e alla transizione ecologica.

L’ultimo punto di ordine strategico riguarda l’incremento della sicurezza e autonomia europea, favorendo un rafforzamento della sovranità tecnologica, riducendo dipendenze esterne nei settori strategici, come AI, spazio e bio-tecnologie.

A sostenere questi obiettivi, una serie di cinque abilitatori che attengono a:

Riduzione degli oneri burocratici e normativi, che puntano a diminuire almeno del 25% gli obblighi di rendicontazione per tutte le aziende e del 35% per le PMI;

Superamento delle barriere interne per facilitare la libera circolazione di investimenti e imprese all’interno dell’UE, favorendo l’integrazione dei mercati nazionali;

Rafforzamento del ruolo dei fondi istituzionali e dei capitali privati nel finanziamento di progetti innovativi e rilancio del mercato europeo della cartolarizzazione per favorire il finanziamento di investimenti ad alto rischio;

Promozione delle competenze tecniche e manageriali necessarie per supportare l’innovazione e l’adattamento tecnologico delle imprese;

Creazione di una governance efficace che favorisca l’allineamento e la sinergia tra le diverse politiche di innovazione e competitività nazionali e comunitarie;