AI e finanza: le evidenze di KPMG

Un tema ricorrente ormai. È il segno che si tratta di uno snodo fondamentale per la gestione dei processi in ambito finanziario. Eh sì, è sempre lei, l’intelligenza artificiale (AI) che muove l’interesse di addetti del settore e analisti.

In questo caso è KPMG che raccoglie nel suo Global AI in Finance Report le analisi che partono da un dato di fatto acclarato: l’AI non è più una tecnologia del futuro, ma una realtà concreta che sta trasformando profondamente il settore finanziario che la considera come la leva più efficace per migliorare efficienza, precisione e capacità decisionali.

Partiamo dai numeri. Secondo l’indagine di KPMG, il 71% delle aziende ha già integrato l’AI nelle proprie funzioni finanziarie, con un impiego significativo in ambiti come la contabilità, la gestione del rischio e la pianificazione finanziaria.

Lo studio mette in evidenza come tra l’ultimo trimestre 2024 e il primo, l’adozione dell’AI è aumentata notevolmente, soprattutto nei mercati più avanzati come Stati Uniti, Germania e Giappone. Tuttavia, anche nei paesi emergenti la crescita è costante, con un gap che si riduce sempre più.

Tra le tecnologie AI più diffuse spiccano il Machine Learning e la Generative AI, strumenti che non solo automatizzano processi ripetitivi, ma forniscono anche analisi predittive e supporto strategico ai CFO e ai loro team.

Tra i benefici che KPMG rileva nell’utilizzo dell’AI in ambito finance, troviamo temi già noti:

Un incremento di efficienza dettato dalle possibilità di automazione. Si rileva, per esempio, una significativa riduzione del tempo impiegato per attività ripetitive come la riconciliazione contabile e il reporting.

Aumento della precisione nello svolgimento delle attività. Gli algoritmi AI riducono gli errori umani, migliorando allo stesso tempo l’affidabilità dei dati finanziari.

Crescita della capacità predittiva.  L’AI permette di analizzare grandi volumi di dati in tempo reale, identificando pattern e trend futuri.

Compliance e gestione del rischio. Rilevamento delle frodi, gestione del credito e rispetto di normative sempre più stringenti sono tutti aspetti sui quali l’AI può fornire un aiuto decisivo.

Importante sottolineare come, secondo l’indagine KPMG, già oltre la metà delle aziende interpellate che hanno sviluppato progetti AI, il 57% per la precisione, ha calcolato un ritorno degli investimenti (ROI) superiore alle aspettative.

Anche questa indagine, non si esime dal ricordare i punti critici ancora aperti sul tema. E ancora una volta tornano topic che confermano come siano proprio questi gli aspetti da curare con particolare attenzione:

Sicurezza dei dati. Un grande classico che dimostra come la protezione delle informazioni sensibili rimane una priorità, a maggior ragione in uno scenario che vede una forte crescita delle minacce di cyber attacchi

I costi per l’integrazione. In particolare, è essenziale tenere presente il volume ingente di investimenti necessari per integrare gli strumenti AI con i sistemi legacy aziendali

Competenze e resistenze. Non manca nemmeno l’aspetto “umano” che consiste sia in una effettiva carenza di competenze nel settore, ma anche nelle possibili resistenze interne dettate dall’interpretare l’AI, e i conseguenti fenomeni di automazione, come una minaccia al proprio ruolo in azienda

Secondo KPMG, nei prossimi tre anni, oltre l’80% delle aziende utilizzerà l’AI in modo strutturato per la reportistica finanziaria, mentre l’impiego della Generative AI crescerà esponenzialmente.

È evidente che le organizzazioni che vorranno restare competitive dovranno muoversi rapidamente, investendo in soluzioni avanzate e organizzando processi, competenze e cultura aziendale in modo da creare un ambiente idoneo affinché l’AI possa esprimere tutta sua enorme potenzialità.