I CFO nel 2025: “equilibristi” tra crescita e sostenibilità

Sfide, sempre sfide. È questo il destino dei CFO che, anche per l’anno in corso, si trovano davanti una serie di obiettivi che richiederanno attenzione e lungimiranza. Oltre ad un panorama economico complesso, chi guida le strategie finanziarie delle organizzazioni, dovrà infatti tenere in conto la necessità di coniugare l’ottimizzazione dei costi con il mantenimento della crescita, di attrarre e trattenere i talenti fondamentali per il governo efficace dei processi e, infine, di migliorare la governance dei dati per abilitare l’uso efficace dell’AI.

Come fare tutto ciò? Gartner, nel suo ultimo rapporto “The CFO Report 1Q25”, suggerisce un percorso utile per indirizzare questi obiettivi.

Relativamente al primo punto, ovvero ottimizzare i costi senza impattare negativamente sulla crescita, la società di analisi evidenzia tre strategie che potrebbero portare al successo:

Far crescere sensibilmente una cultura della consapevolezza dei costi all’interno dell’organizzazione, allineando incentivi e obiettivi finanziari.

Definire in modo trasparente e chiaro i comportamenti accettabili e inaccettabili nella riduzione dei costi, evitando tagli orizzontali e indiscriminati.

Incorporare gli item finanziari nei processi decisionali aziendali in modo da agevolare la definizione di strategie in grado di assicurare un equilibrio tra efficienza operativa e innovazione.

La gestione dei talenti è un altro obiettivo critico per i CFO. Secondo la rilevazione di Gartner, negli ultimi cinque anni, tre dei cinque principali motivi di abbandono del personale finanziario sono stati legati alla gestione dei manager: qualità del management, rispetto e gestione delle persone. Come migliorare dunque attrattività e retention?

Anche in questo caso un trittico di suggerimenti:

Creare programmi di formazione specifici per sviluppare le competenze manageriali

Operare affinché i dipendenti siano sempre in grado di allineare la propria attività; con l’evoluzione digitale, supportandoli con adeguati programmi di crescita e  upskilling.

Generare una cultura aziendale che metta al centro le esigenze delle persone, valorizzando l’equilibrio tra vita lavorativa e personale.

Infine, il tema del miglioramento della governance dei dati per agevolare l’adozione dell’AI nei processi finanziari. Secondo Gartner, l’adozione dell’intelligenza artificiale è spesso resa complicata a monte da una gestione inefficace dei dati. Considerando che circa il 75% dei CFO co-gestisce i dati aziendali, è essenziale operare affinché si passi da un approccio rigido e centralizzato a una governance più adattiva e agile.

I passaggi evidenziati nel “CFO Report 1Q25″ su questo aspetto sono:

Lavorare culturalmente con i senior leader aziendale per valorizzare i benefici di una governance adattiva dei dati, adottando inoltre una strategia strutturata che risponda efficacemente a eventuali obiezioni nel merito.

Creare ruoli specifici di executive data governance, in modo da tenere costantemente allineato le strategie di dati agli obiettivi aziendali.

Formare figure per la gestione operativa dei dati introducendo ruoli quali quello del lead data steward. Questo è un supporto decisivo per garantire che le politiche e le procedure di governance rimangano efficaci nel tempo.

Al di là degli aspetti procedurali e tecnici, è evidente ancora una volta come le imprese debbano progressivamente investire su un cambiamento di cultura, creando consapevolezza dei costi, potenziando la leadership dei manager finanziari e adottando una governance dei dati adattiva. Questo passaggio è essenziale per rendere le aziende più resilienti e più competitive in un mercato decisamente dinamico e complesso.