Life trends, l’importanza di conoscerli

I comportamenti economici sono strettamente correlati ai valori e alle prassi sociali delle persone. Qualsiasi impresa che vende beni e servizi, banche comprese, sa benissimo che la valutazione dei fenomeni profondi alla base del funzionamento della società, è fondamentale per costruire delle offerte realmente efficaci che corrispondano ai desiderata dei cittadini/consumatori.

Interessante in questa direzione lo studio “Life Trend 2025” di Accenture. La premessa di questa analisi è che le persone cambino più velocemente di quanto sia possibile modificare un qualsiasi modello di business. Mantere il passo, allineando la propria offerta all’effettiva domanda, è una sfida costante che implica approfondimenti relativi all’interazione tra le persone e tra queste ultime e il mondo che le circonda, sia esso considerato sotto il profilo business, tecnologico o sociale.

Accenture punta il faro su alcune tendenze che dovrebbero essere prese in seria considerazione. A partire dalla relazione degli individui con la tecnologia. Secondo la società di analisi, la fiducia innata, quasi fideistica, nella tecnologia digitale è oggi sotto minaccia. Il suo indubbio valore aggiunto per la vita quotidiana delle persone è stato incrinato da una crescente carenza di fiducia.

La semplicità con la quale è facile creare contenuti digitali ha fatto crescere esponenzialmente, oltre a vere e proprie truffe e crimini informatici, anche la difficoltà a comprendere e discriminare il vero dal falso. Questo, nel lungo periodo, potrebbe essere un colpo mortale alla fiducia nei servizi e nelle comunicazioni erogate digitalmente.

A complicare il quadro ci si è messa anche l’intelligenza artificiale che rischia di accrescere i timori sul ruolo “invadente” che la tecnologia può giocare nella vita personale. E non si tratta di un fatto generazionale, tanto è vero che secondo un recente studio condotto dalla società di ricerca Sylla, la Generazione Z vede l’AI come opportunità ma esprime anche delle riserve poiché non ne conosce ancora l’effettivo potenziale.

La contromossa delle aziende dovrebbe, dunque, focalizzarsi sul consolidare la propria reputazione online investendo risorse per proteggersi da eventuali attacchi e per creare iniziative che puntino a far crescere la fiducia nelle aziende o brand da parte delle persone, anche nelle sue espressioni virtuali.

Una seconda tendenza interessante messa in luce dallo studio è riferita a quella che viene definita l’”economia dell’impazienza”. Rete e conseguente disintermediazione hanno ridotto drasticamente i tempi che si aspettano i clienti per essere soddisfatti nelle loro richieste. Ne consegue che qualsiasi tipologia di impresa ha l’esigenza di rivedere processi e strumenti in modo da accorciare il più possibile la produzione degli output che corrispondono alle domande del mercato.

Un terzo ed ultimo tema che vogliamo mettere in evidenza è connaturato alla natura stessa delle organizzazioni e riguarda il fattore ambientale. Lo studio sottolinea come la crescente richiesta da parte delle persone di benessere sociale e di una modalità di impegno in grado generare valore per l’ambiente e le comunità, deve trovare spazio anche nel contesto aziendale, pena l’abbandono delle migliori risorse per demotivazione.

Questo argomento è oggi fortemente sentito dalle imprese che, non solo faticano a trovare profili professionali adeguati, ma devono anche contrastare una volatilità di risorse sempre più alla ricerca di contesti appaganti, non solo economicamente.

Per leggere il report completo di Accenture: https://shorturl.at/QJdAV