Il cauto ottimismo dei CFO Italiani

Per crescere, si cresce. Esattamente dell’1%. È questo che attende l’economia italiana nel 2024. Si tratta del risultato più incoraggiante degli ultimi trimestri, anche se ben lontano dal potenziale del nostro Paese. Ad influire la politica della Banca Centrale Europea che, nonostante un rallentamento dell’inflazione al 2,6% nell’area euro, resta prudente.

In Italia, l’inflazione è stimata in incremento annuo dello 0,8% nei prezzi al consumo, un dato contenuto ma che continua a frenare spese e investimenti aziendali.

Di fronte a questo quadro, reso decisamente ancora più complesso dalle incertezze geopolitiche e macroeconomiche, i CFO nostrani mostrano un moderato ottimismo. La rilevazione è stata realizzata da Deloitte che nell’ultima edizione del report “European CFO Survey” sottolinea come i responsabili delle finanze aziendali mostrino un approccio dinamico, con un focus su ottimizzazione dei costi e innovazione.

Nello specifico, nel documento si evidenzia che, nonostante il 68% dei CFO italiani percepisca un elevato livello di incertezza, superiore alla media europea, si mostri maggiormente propenso al rischio. In pratica, il 42% dei dirigenti finanziari interpreta l’attuale momento come propizio per assumere rischi strategici.

In quali aree? Sono tre i focus che assorbono l’attenzione dei CFO:

Lo sviluppo e lancio di nuovi prodotti e servizi

Nell’indagine di Deloitte, il 27% dei responsabili finanziari sta attuando strategie volte ad ampliare il mercato di riferimento.

Gli investimenti mirati a digitalizzazione e innovazione

Il 24% dei CFO è fortemente orientata su questo capitolo d’investimento che, obiettivamente, è un pilastro imprescindibile per conservare la capacità competitiva delle proprie organizzazioni.

La sostenibilità e transizione verde

Il 22% dei manager mette l’accento su questo aspetto ritenuto centrale per corrispondere a un mercato sempre più attento ai temi ESG, anche in relazione all’ampliamento delle organizzazioni che dal 2025 saranno tenute a redigere il bilancio non finanziario.

Leit motiv sempre presente, inoltre, la riduzione dei costi, con interventi mirati su efficienza operativa, consumo energetico e automazione dei processi.

Sullo sfondo, i rischi che mineranno il raggiungimento degli obiettivi strategici. Per il 73% dei CFO italiani questi sono soprattutto quelli di natura geopolitica. L’incertezza legata ai conflitti internazionali, ai cambiamenti politici e alla competizione tra Stati Uniti e Cina rappresentano nodi critici per la stabilità delle organizzazioni.

Sempre in ottica 2024, le aspettative sui ricavi sono ottimistiche anche se meno consistenti rispetto alla media europea (48% contro il 60%). Incremento dell’efficienza e un’inflazione moderata, secondo i CFO intervistati da Deloitte, porteranno a un netto miglioramento dei margini operativi.

Infine, ultima nota sugli investimenti (CAPEX), dove permane una certa cautela. Solo un terzo dei CFO prevede aumenti significativi.