È esistita, e forse esiste ancora, una tendenza che riserva la gestione dei dati alla funzione IT aziendale. Certamente, chi si occupa della gestione dei sistemi informatici ha un ruolo in questo contesto, ma se si intende valorizzare le informazioni circolanti in azienda rendendolo “materia prima” delle decisioni strategiche, anche in ambito finanziario, è il caso che i CFO assumano sempre più consapevolezza che è essenziale una loro responsabilità diretta nella governance dei dati.

A perorare la causa di un “CFO data-centric” è Gartner che nel documento “3 Fundamentals of Effective Data and Analytics Governance for CFOs” si focalizza sui motivi fondamentali affinché le aziende debbano prevedere una governance efficace dei dati in ambito finanziario.
Primo punto, senza dubbio la scarsa o inefficace disponibilità di dati impatta negativamente sulla possibilità di elaborare insight finanziari qualitativi e completi, alla base della costruzione di dashboard finanziari corretti, in grado di indirizzare lo sviluppo delle strategie dell’azienda.
A maggiore ragione, come abbiamo richiamato più volte in altri articoli, nel momento in cui i CFO si trovano spesso ad essere di indirizzo (quantomeno per la scelta della collocazione delle risorse) per attività che vengono realizzate in altre reparti dell’organizzazione.
Detenere la governance complessiva dei dati significa avere la possibilità di orientare le politiche finanziarie a concreti obiettivi di business, sulla base delle evidenze che possono emergere solo da un’analisi completa delle informazioni.
Esiste poi il capitolo tecnologico o, più precisamente, quello inerente l’AI come leva determinante per svolgere una funzione finanziaria efficace e proattiva. L’introduzione massiva dell’AI nella gestione finanziaria richiede inderogabilmente la disponibilità di dati di qualità, senza i quali l’introduzione di questa tecnologia a supporto dei CFO diventa critica. Gli stessi analisti di Gartner in un sondaggio rilevano come il 35% dei CFO ritiene che la qualità (e mancanza di disponibilità, aggiungiamo noi) dei dati sia un ostacolo all’uso dell’AI in finanza.
Questo punto è ancora più rilevante se si pensa che – sempre secondo Gartner – entro il 2026, il 90% della governance dei dati sarà abilitato da tecnologie semiautomatiche che ridurranno i tempi di consegna delle informazioni del 50%. Dunque, l’uso di sistemi legacy e compartimentali, che segregano i dati e li riservano alla funzione IT, ostacola non solo l’indispensabile introduzione di sistemi di Intelligenza Artificiale in azienda e nei processi finanziari, ma impatta negativamente sulla governance complessiva dell’azienda.
Importante, poi, sottolineare un tema che rende sempre più importante il legame tra CFO e ownership dei dati: la gestione dei rischi. Volatilità dei mercati, modifiche normative o criticità connesse alla liquidità possono essere tenute sotto controllo e mitigate solo attraverso una immediata e completa disponibilità dei dati che permettono l’identificazione dei potenziali rischi finanziari.
Infine, la trasparenza. I CFO sono sempre più “comunicatori” poiché devono fornire informazioni precise e puntuali a investitori, azionisti e consigli di amministrazione. La piena disponibilità dei dati aziendali e la capacità di gestirli efficacemente è essenziale per produrre informazioni precise e trasparenti, supportando in questo modo la credibilità e la reputazione aziendale.