CFO. E se la “F” diventasse una “E”?

Panta rei, tutto scorre, soprattutto per ciò che riguarda i responsabili finanziari delle imprese. Oggi sono chiamati ad assumere ruoli chiave diversi e più ampi rispetto a un tempo. Da responsabili della salute finanziaria dell’organizzazione e di una rendicontazione puntuale e meticolosa, i CFO sono progressivamente divenuti figure strategiche nel C-level, corresponsabili sovente della definizione dell’intera strategia aziendale, in partnership diretta con la figura del CEO

Dal dato ex-ante alla visione, chi ricopre un ruolo apicale nella funzione finanziaria è coinvolto nella costruzione del futuro dell’azienda, con particolare attenzione per:

• Pianificazione strategica
• Iniziative ambientali, sociali e di governance (ESG)
• Fusioni e acquisizioni (M&A)
• Analisi dei dati
• Progetti di trasformazione digitale

Si tratta di temi vitali per qualsiasi impresa. Ne consegue che la figura del CFO è soggetta a una continua valutazione per comprendere non solo il suo livello di competenza, ma anche la sua capacità di adattarsi ai cambiamenti che l’azienda deve assumere.

I temi sui quali si devono confrontare i moderni CFO sono in particolare quattro:

1) Le dinamiche economiche e di mercato, considerando che rischi e opportunità finanziare devono essere intercettate rapidamente per essere depotenziati, da una parte, e cavalcati, dall’altra

2) Le evoluzioni tecnologiche, che, con big data, intelligenza artificiale, machine learning, blockchain e via dicendo, stanno rivoluzionando radicalmente i processi gestionali in ambito finanziario.

3) I cambiamenti normativi, ai quali è essenziale attenersi scrupolosamente per garantire la compliance dell’organizzazione.

4) Le aspettative di CDA e Stakeholder, che spesso sono asset fondamentali che indirizzano le scelte complessive delle imprese.

Questo progressivo avvicinamento della figura del CFO a quella del CEO è stato preso in considerazione da Egon Zehnder, una società di consulenza per la leadership che opera a livello globale.

In uno studio nato a seguito dell’intervista di quasi 600 CFO in tutto il mondo si evidenzia che “l’82% ha riferito che il proprio ruolo è cresciuto significativamente, con la stragrande maggioranza che sottolinea come le nuove complessità legate a questioni ambientali, sociali e di governance, fusioni e acquisizioni e strategie aziendali stiano determinando un cambiamento radicale – e un’opportunità – all’interno del loro ruolo”.

Nell’analisi di Egon Zehnder si evince come “il 60% dei CFO esprime il desiderio di diventare CEO, con il 70% che si sente pronto ad assumere immediatamente il ruolo.

Questo sentimento è particolarmente forte tra i CFO che ricoprono il ruolo di amministratori non esecutivi (NED) nei consigli di amministrazione, con l’80% che ritiene di essere pronto ora, rispetto al 67% che non è NED”.

Questa predisposizione, tuttavia, varia alquanto se si guarda al settore merceologico di appartenenza.

Molto alta nel settore sanitario e farmaceutico, con l’82% dei CFO che si dichiara immediatamente pronto a ricoprire il ruolo, più contenuta nel segmento della tecnologia e comunicazioni con solo il 55% dei CFO pronto a fare il salto.

In questo caso, il know-how tecnologico specialistico rappresenta una barriera. Differenze anche nella tipologia di impresa.

Se, infatti, nelle società quotate esistete una propensione maggiore nella transizione CFO-CEO (con il 74% dei rispondenti che si sono dichiarati pronti), nelle aziende familiari solo il 56% mostra questa “ambizione”.