PFN: cos’è, come si calcola e perché è fondamentale per la tesoreria aziendale

Sapere quanti soldi ci sono oggi sui conti correnti non basta per capire la reale situazione finanziaria di un’azienda. Un’impresa può avere una buona disponibilità liquida e, allo stesso tempo, sostenere un elevato livello di indebitamento. Oppure può avere poca liquidità in un determinato momento, ma una struttura finanziaria complessivamente equilibrata.

Per questo, tra i principali KPI di tesoreria da monitorare troviamo la PFN – Posizione Finanziaria Netta, un indicatore che permette di mettere in relazione i debiti finanziari dell’azienda con le risorse liquide e finanziarie disponibili.

Ma conoscere la PFN attuale è soltanto il primo passo.

Per il tesoriere, il CFO e il responsabile finanziario diventa molto più interessante capire come potrebbe evolvere la PFN nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, considerando incassi, pagamenti, investimenti, rimborso dei finanziamenti e nuove esigenze di credito.

Vediamo quindi cos’è la PFN e come si calcola, cosa significa avere una PFN positiva o negativa e perché il suo andamento prospettico è fondamentale nella gestione della tesoreria.

Posizione Finanziaria Netta: definizione, formula e calcolo

La PFN – Posizione Finanziaria Netta è un indicatore che misura l’esposizione finanziaria netta di un’azienda, mettendo a confronto i debiti finanziari con le disponibilità liquide e le eventuali attività finanziarie disponibili nel breve periodo.

In pratica, permette di capire quanto l’impresa è effettivamente indebitata dopo aver considerato le risorse finanziarie immediatamente disponibili.

La formula semplificata della PFN è:

PFN = Debiti finanziari – Disponibilità liquide – Attività finanziarie a breve termine

Le principali componenti sono quindi:

  • debiti finanziari, come mutui, finanziamenti bancari, prestiti, obbligazioni, finanziamenti soci e leasing finanziari;
  • disponibilità liquide, come denaro presente sui conti correnti e in cassa;
  • attività finanziarie a breve, come titoli negoziabili o altri strumenti finanziari prontamente disponibili.

È importante distinguere i debiti finanziari dai normali debiti derivanti dalla gestione operativa. Un finanziamento bancario, per esempio, rientra nel calcolo della PFN, mentre un normale debito commerciale verso un fornitore generalmente no.

Facciamo un esempio.

Un’azienda presenta:

  • debiti finanziari per 1.200.000 €;
  • disponibilità liquide per 400.000 €;
  • attività finanziarie a breve per 100.000 €.

Il calcolo sarà: PFN = 1.200.000 – 400.000 – 100.000 = 700.000 €

La società presenta quindi una Posizione Finanziaria Netta pari a 700.000 euro: una volta considerate le risorse finanziarie disponibili, rimane un indebitamento finanziario netto di 700.000 euro.

La PFN consente quindi di andare oltre il semplice dato della liquidità presente sui conti correnti e di ottenere una fotografia più completa della struttura finanziaria dell’azienda.

Un’impresa può infatti avere molta liquidità disponibile ma, allo stesso tempo, sostenere un livello elevato di debiti finanziari. È proprio il confronto tra queste due grandezze a rendere la PFN un indicatore particolarmente utile per valutare l’equilibrio finanziario.

PFN positiva e negativa: cosa significa?

Il valore della Posizione Finanziaria Netta può essere positivo o negativo e, per interpretarlo correttamente, è importante partire dalla formula utilizzata:

PFN = Debiti finanziari – Disponibilità liquide – Attività finanziarie a breve

Con questa convenzione, una PFN positiva indica che i debiti finanziari sono superiori alle risorse liquide e finanziarie disponibili. L’azienda presenta quindi un indebitamento finanziario netto. Al contrario, una PFN negativa si verifica quando disponibilità liquide e attività finanziarie a breve superano i debiti finanziari. In questo caso l’impresa dispone di una liquidità finanziaria netta.

È però importante non interpretare automaticamente una PFN positiva come un segnale negativo o una PFN negativa come una situazione necessariamente ottimale. Un certo livello di indebitamento può infatti essere perfettamente sostenibile, ad esempio quando viene utilizzato per finanziare investimenti, crescita o sviluppo dell’attività. Allo stesso modo, una forte disponibilità di liquidità deve essere valutata considerando la strategia finanziaria complessiva dell’impresa.

Per questo il valore della PFN dovrebbe essere letto insieme alla sua evoluzione nel tempo, alla capacità dell’azienda di generare cassa e agli altri principali indicatori economico-finanziari. Più che chiedersi soltanto se la PFN sia positiva o negativa, quindi, è utile capire perché ha raggiunto quel valore e come potrebbe cambiare nei periodi successivi.

PFN e tesoreria: perché è un indicatore fondamentale

La PFN diventa particolarmente interessante quando smette di essere osservata come una semplice fotografia di fine mese o di fine esercizio. Per la tesoreria è uno strumento che aiuta a comprendere quanto l’azienda dipende dalle fonti finanziarie esterne e come questa dipendenza sta cambiando nel tempo.

Un progressivo aumento della PFN può essere determinato, per esempio, da:

  • maggiore utilizzo degli affidamenti;
  • nuovi finanziamenti;
  • riduzione della liquidità disponibile;
  • investimenti rilevanti;
  • rallentamento degli incassi;
  • aumento del capitale circolante;
  • minore generazione di cassa operativa.

Lo stesso valore di PFN può quindi avere significati molto differenti.

Un aumento dell’indebitamento dovuto alla realizzazione di un investimento strategico è una situazione diversa rispetto a un aumento determinato dalla necessità continua di finanziare ritardi negli incassi o carenze strutturali di liquidità.

Per questo la PFN deve essere analizzata insieme agli altri indicatori di tesoreria e, soprattutto, alla dinamica dei flussi finanziari.

PFN e cash flow: qual è la differenza?

PFN e cash flow sono due indicatori strettamente collegati, ma descrivono aspetti diversi della situazione finanziaria aziendale.

La Posizione Finanziaria Netta rappresenta una fotografia dell’indebitamento finanziario dell’impresa in un determinato momento. Il cash flow, invece, misura i flussi di liquidità generati o assorbiti in un certo periodo.

In altre parole, la PFN è una grandezza stock, mentre il cash flow è una grandezza flusso.

PFNCash flow
Cosa misuraL’indebitamento finanziario nettoLa liquidità generata o assorbita
TipologiaGrandezza stockGrandezza flusso
Riferimento temporaleUn determinato momentoUn determinato periodo
Domanda a cui rispondeQual è la posizione finanziaria netta dell’azienda?Quanta liquidità è stata generata o utilizzata?

Le due grandezze, però, non dovrebbero essere analizzate separatamente.

Se l’azienda genera un cash flow positivo, può aumentare le disponibilità liquide oppure utilizzare la cassa prodotta per ridurre i debiti finanziari, con un possibile miglioramento della PFN.

Al contrario, se l’attività assorbe liquidità, l’impresa potrebbe dover ricorrere maggiormente agli affidamenti o a nuovi finanziamenti, determinando un aumento dell’indebitamento finanziario netto.

→ Il cash flow aiuta quindi a comprendere come e perché la PFN cambia nel tempo.

Per questo, nella gestione della tesoreria, non basta osservare il valore della PFN a una determinata data: è fondamentale analizzare anche i flussi di cassa che ne determinano l’evoluzione e capire se l’azienda sta generando liquidità sufficiente a sostenere investimenti, debiti e fabbisogni finanziari.

Per comprendere meglio il rapporto tra PFN e cash flow, è utile approfondire anche come si formano e si analizzano i flussi di cassa aziendali.

Nel nostro articolo dedicato al cash flow con metodo diretto e indiretto spieghiamo le differenze tra i due approcci, come si calcola il flusso di cassa e quali informazioni può offrire sulla capacità dell’azienda di generare liquidità.

PFN prospettica: perché prevedere l’evoluzione della Posizione Finanziaria Netta

Conoscere la PFN consuntiva permette di capire qual è la posizione finanziaria dell’azienda in un determinato momento. Per chi gestisce la tesoreria, però, questo dato da solo non è sufficiente. La vera utilità della PFN emerge quando viene analizzata anche in chiave prospettica, cercando di capire come potrebbe evolvere nelle settimane e nei mesi successivi.

Una PFN prospettica consente infatti di anticipare eventuali aumenti dell’indebitamento, riduzioni della liquidità o nuovi fabbisogni finanziari, tenendo conto dei principali movimenti previsti dall’azienda.

Per costruire una previsione attendibile è necessario considerare, tra gli altri:

  • incassi e pagamenti attesi;
  • saldi bancari;
  • rate e scadenze dei finanziamenti;
  • utilizzo delle linee di credito e degli affidamenti;
  • nuovi finanziamenti previsti;
  • investimenti programmati;
  • eventuali variazioni nei tempi di incasso e pagamento.

L’obiettivo non è quindi soltanto sapere quanto vale la PFN oggi, ma comprendere come potrebbe cambiare in funzione delle dinamiche aziendali.

Ad esempio, un rallentamento degli incassi, un investimento importante o una concentrazione di pagamenti in un determinato periodo possono ridurre la liquidità disponibile e aumentare il ricorso al credito. Al contrario, una maggiore generazione di cassa o il rimborso progressivo dei debiti finanziari possono migliorare la posizione finanziaria.

Proprio per questo, la previsione della PFN è strettamente legata alla previsione finanziaria: stimare in anticipo entrate, uscite e fabbisogni consente di comprendere non solo quanta liquidità sarà disponibile, ma anche come potrà evolvere l’indebitamento dell’impresa.

Nel breve periodo assume un ruolo importante anche il budget di tesoreria, che permette di programmare incassi e pagamenti e individuare in anticipo eventuali momenti di tensione o surplus di liquidità. Queste informazioni diventano una base essenziale anche per stimare l’andamento futuro della PFN.

Monitorare l’andamento prospettico della PFN permette quindi alla tesoreria di individuare con anticipo possibili tensioni finanziarie e valutare per tempo eventuali azioni correttive, come rivedere le scadenze, intervenire sugli incassi, utilizzare diversamente gli affidamenti o pianificare nuove fonti di finanziamento.

In questo modo, la PFN passa da semplice indicatore di reporting a vero strumento di pianificazione finanziaria.

Come prevedere l’evoluzione della PFN

Prevedere l’andamento della Posizione Finanziaria Netta significa stimare come potranno cambiare, nel tempo, sia le disponibilità liquide sia l’esposizione finanziaria dell’azienda.

Il punto di partenza è la PFN attuale, alla quale vanno poi applicati tutti i principali movimenti finanziari attesi nelle settimane e nei mesi successivi.

Tra gli elementi da considerare rientrano soprattutto:

  • incassi previsti, sulla base degli scadenzari clienti e delle effettive tempistiche di pagamento;
  • pagamenti programmati, verso fornitori, dipendenti, Erario e altri soggetti;
  • saldi bancari, che rappresentano la liquidità effettivamente disponibile;
  • rimborso di mutui e finanziamenti, che modifica progressivamente l’esposizione finanziaria;
  • utilizzo di affidamenti e linee di credito, soprattutto nei periodi in cui la gestione operativa assorbe liquidità;
  • nuovi finanziamenti, destinati per esempio a investimenti o a esigenze di capitale circolante;
  • investimenti e operazioni straordinarie, che possono generare fabbisogni finanziari rilevanti.

La previsione diventa ancora più utile quando non viene costruita su un unico scenario.

È possibile, per esempio, simulare cosa accadrebbe alla PFN se alcuni clienti pagassero in ritardo, se aumentassero gli investimenti o se l’azienda utilizzasse maggiormente una linea di credito. In questo modo si possono confrontare scenari diversi e valutare in anticipo il loro impatto sulla struttura finanziaria.

L’obiettivo non è ottenere una previsione perfetta, ma avere una visione sufficientemente attendibile dell’evoluzione della PFN da poter intervenire prima che emerga una criticità.

Una PFN prevista in forte aumento, per esempio, può segnalare la necessità di verificare con anticipo le cause del maggiore indebitamento e valutare eventuali azioni su incassi, pagamenti, affidamenti o nuove fonti di finanziamento.

Per questo la previsione della PFN dovrebbe essere aggiornata con continuità: ogni variazione negli scadenzari, nei saldi, nei finanziamenti o nei programmi di investimento può modificare rapidamente lo scenario finanziario dell’impresa.

Monitorare e prevedere la PFN con FiPlan Suite

Per gestire davvero la Posizione Finanziaria Netta non basta calcolarne il valore a consuntivo: serve poterla monitorare nel tempo e soprattutto prevederne l’evoluzione.

FiPlan Suite supporta il reporting e la previsione della PFN, integrando i dati della tesoreria con quelli utilizzati per la pianificazione finanziaria. A partire da informazioni come saldi bancari, scadenzari attivi e passivi, finanziamenti, affidamenti e movimenti finanziari previsti, FiPlan consente di ottenere una visione aggiornata della situazione e di analizzarne l’andamento prospettico.

In questo modo è possibile mettere in relazione:

  • PFN;
  • cash flow;
  • disponibilità liquide;
  • saldi dei conti correnti;
  • utilizzo degli affidamenti;
  • fabbisogni finanziari futuri.

Il vantaggio è poter comprendere non solo qual è la PFN oggi, ma anche come potrebbe cambiare nelle settimane e nei mesi successivi in funzione di incassi, pagamenti e decisioni finanziarie.

Se la previsione evidenzia un aumento dell’indebitamento o una riduzione della liquidità, il tesoriere può quindi individuare in anticipo le cause e valutare possibili interventi, ad esempio sulla gestione degli incassi, sugli affidamenti, sulle scadenze o sulle fonti di finanziamento.

FiPlan permette così di trasformare la PFN da semplice indicatore di reporting a strumento operativo per la gestione e la pianificazione della tesoreria.

Vuoi monitorare anche l’evoluzione futura della tua PFN?